Muscoli Addominali

Programma “300 addominali

41-50 addominali

Se nel test hai fatto più di 41-50 addominali.
Giorno 1
60 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
Giorno 4
60 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
serie 1 9 serie 1 9
serie 2 11 serie 2 13
serie 3 11 serie 3 13
serie 4 9 serie 4 10
serie 5 9 serie 5 10
serie 6 max (minimo 14) serie 6 max (minimo 14)
Giorno 2
60 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
Giorno 5
60 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
serie 1 9 serie 1 9
serie 2 12 serie 2 14
serie 3 12 serie 3 14
serie 4 9 serie 4 10
serie 5 9 serie 5 10
serie 6 max (minimo 14) serie 6 max (minimo 14)
Giorno 3
60 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
Giorno 6
60 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
serie 1 9 serie 1 10
serie 2 13 serie 2 14
serie 3 13 serie 3 14
serie 4 9 serie 4 10
serie 5 9 serie 5 10
serie 6 max (minimo 14) serie 6 max (minimo 15)
 
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Cosa dice la ricerca sui sit-up

Pochi esercizi sono stati studiati, elogiati e messi in discussione quanto il sit-up. Sembra banale, eppure la meccanica risulta più interessante di quanto il movimento lasci intendere, e una discreta quantità di ricerca è servita a capire con esattezza cosa faccia e come eseguirlo bene. In sintesi: è uno strumento davvero utile per i muscoli addominali, con qualche riserva che merita rispetto.

A livello muscolare, un sit-up è soprattutto compito del retto dell'addome, la lunga fascia muscolare che scende lungo la parte anteriore dell'addome, con l'aiuto degli obliqui lungo i lati e dei flessori dell'anca che collegano il tronco alle gambe. È questa combinazione a far sì che l'esercizio venga spesso descritto come un costruttore del core più che un movimento per un singolo muscolo. Un tronco capace di stabilizzarsi e mantenersi saldo tende a sostenere una postura migliore e un movimento più stabile, e questo è il vantaggio pratico dietro l'espressione astratta "un core forte".

La biomeccanica è dove sta la sfumatura. Un sit-up porta la colonna vertebrale attraverso un vero arco di movimento, e il modo in cui lo si percorre conta moltissimo. Eseguito in modo lento e controllato, con la colonna e il collo allineati, può aiutare ad allenare i muscoli addominali in modo efficace. Eseguito con strattoni, scatti o il collo in tensione, smette di essere una buona idea. È questa la ragione onesta per cui il classico sit-up ha attirato critiche negli anni, e il motivo per cui tanti allenatori oggi insegnano una tecnica più pulita o si appoggiano alle varianti.

Per questo l'esercizio ha dato vita a un'intera famiglia di modifiche. Il curl-up, per esempio, mantiene la colonna più vicina alla posizione neutra e accorcia l'arco di movimento, cosa che molti trovano meno impegnativa per la schiena pur continuando a far lavorare i muscoli addominali. Altri regolano la posizione delle braccia o il ritmo per aumentare o diminuire la difficoltà. In tutti i casi l'obiettivo è lo stesso: mantenere l'utile coinvolgimento muscolare, riducendo la tensione scomoda.

I sit-up compaiono anche in programmi di riabilitazione e condizionamento accuratamente strutturati, dove il lavoro controllato sul tronco può contribuire a ricostruire la resistenza nell'ambito di un piano supervisionato. Quel contesto conta. Il risultato più costante nella ricerca non è che i sit-up siano magici, ma che funzionano meglio in compagnia, mescolati ad altri movimenti che sollecitano il core da angolazioni diverse. Trattato come un tassello onesto e ben eseguito di una routine equilibrata, il sit-up continua a meritarsi il suo posto di lunga data.