Muscoli Addominali

Programma “300 addominali

161-175 addominali

Se nel test hai fatto più di 161-175 addominali.
Giorno 1
45 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
Giorno 4
45 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
serie 1 26 serie 1 27
serie 2 30 serie 2 32
serie 3 30 serie 3 32
serie 4 26 serie 4 27
serie 5 26 serie 5 27
serie 6 26 serie 6 26
serie 7 26 serie 7 26
serie 8 max (minimo 30) serie 8 max (minimo 33)
Giorno 2
45 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
Giorno 5
45 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
serie 1 27 serie 1 27
serie 2 31 serie 2 33
serie 3 31 serie 3 33
serie 4 26 serie 4 27
serie 5 26 serie 5 27
serie 6 26 serie 6 26
serie 7 26 serie 7 26
serie 8 max (minimo 31) serie 8 max (minimo 33)
Giorno 3
45 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
Giorno 6
45 secondi (o più tempo) tra una serie e l’altra
serie 1 27 serie 1 27
serie 2 32 serie 2 33
serie 3 32 serie 3 33
serie 4 26 serie 4 28
serie 5 26 serie 5 28
serie 6 26 serie 6 26
serie 7 26 serie 7 26
serie 8 max (minimo 32) serie 8 max (minimo 34)
 
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I sit-up nello spazio: allenarsi senza gravità

Ecco un rompicapo: come fai un sit-up quando non c'è nessun "su"? Sulla Terra, l'intero esercizio dipende dalla gravità che tira il busto verso il pavimento, così che gli addominali abbiano qualcosa contro cui lavorare. Togli quella, e un classico sit-up semplicemente smette di avere senso. Eppure gli astronauti hanno comunque bisogno di allenare il core, probabilmente più del resto di noi, il che ha costretto le agenzie spaziali a ingegnarsi.

L'esercizio in orbita non è facoltativo. Vivere in microgravità significa che i muscoli ricevono molto meno del carico quotidiano a cui sono abituati, e nel corso di una lunga missione tendono a indebolirsi, core compreso. Anche le ossa e la colonna ne risentono. Ecco perché gli equipaggi sulla Stazione Spaziale Internazionale dedicano una fetta importante di ogni giornata all'allenamento. Una zona centrale forte conta soprattutto per il viaggio di ritorno, quando il corpo deve improvvisamente fare di nuovo i conti con la gravità e reggersi in posizione eretta.

La NASA si è appoggiata all'attrezzatura per risolvere il problema. La dotazione per l'esercizio della stazione comprende macchine di resistenza e cardio pensate per preservare muscoli, ossa e forma cardiovascolare. Il fulcro per il lavoro di forza è l'Advanced Resistive Exercise Device, o ARED, che usa una resistenza regolabile per imitare la sensazione di sollevare pesi in un ambiente dove i manubri se ne volerebbero via. Gli equipaggi svolgono anche molta preparazione focalizzata sul core a terra prima ancora di partire, così che i loro corpi siano il più possibile pronti alle esigenze dell'orbita.

Adattare il sit-up stesso è dove le cose si fanno ingegnose. Poiché la gravità non può fornire la resistenza, gli astronauti sostituiscono altre fonti: bande o cavi ancorati a un punto fisso contro cui tirare, o esercizi in cui si tirano verso un appiglio lasciando lavorare gli addominali. I movimenti presi in prestito da yoga e Pilates, che già enfatizzano un coinvolgimento controllato del core, si traducono sorprendentemente bene in un ambiente senza peso. I muscoli vengono comunque sollecitati; è solo la coreografia a non somigliare per niente al pavimento di una palestra.

Cosa verrà dopo è una domanda aperta, e divertente. I ricercatori continuano a perfezionare gli allenamenti spaziali, e tra le idee proposte per il futuro ci sono sessioni in realtà virtuale per rendere meno noiosi i lunghi blocchi di allenamento e modi migliori per simulare un carico simile a quello terrestre. Man mano che le missioni si spingono più lontano da casa, mantenere gli equipaggi forti diventerà sempre più importante. L'umile sit-up, reinventato per la gravità zero, è un esempio piccolo ma significativo di quanto lontano si spingano le persone pur di restare in forma ovunque.